Il Primo Pilastro nel Disegno Consapevole della Tua Vita

La prima idea è relativa all’attitudine: il primo pilastro del My Life Design e del disegno consapevole della tua vita.


Esiste una domanda che tutte le persone dovrebbero farsi per sapere se hanno davvero incominciato a vivere e la domanda è questa:

“Se stessi per morire, se mi mancasse poco tempo da vivere, due mesi, che cosa cambierei nella mia vita…?”

Ci sono alcune persone che rispondendo a questa domanda si rendono conto che cambierebbero tutto, lascerebbero il proprio partner, cambierebbero lavoro, inizierebbero a fare tutto ciò che non hanno mai fatto, inizierebbero a viaggiare, ad esaudire i loro desideri.

Ci sono altre persone invece che nel rispondere a questa domanda scoprono che non cambierebbero niente, niente di quello che fanno dovrebbe essere stravolto o cambiato, stanno facendo esattamente quello che farebbero fino all’ultimo istante della loro vita.

Questa è una risposta autentica.

Se scopri rispondendo a questa domanda che non cambieresti niente della tua vita, allora vuol dire che hai iniziato a vivere. Se invece faresti qualcosa di diverso con persone diverse, vuol dire che non hai ancora, che non stai vivendo, che non hai ancora iniziato a vivere.

Mi sono fatto per la prima volta questa domanda, cioè se stessi per morire, se avessi poco tempo, cosa cambierei della mia vita; l’ho fatta per la prima volta durante un viaggio di ritorno da Londra in Italia, dove ero finito tre volte durante la mia permanenza.

Ero finito tre volte al pronto soccorso con delle crisi respiratorie e i medici con le lastre che mi avevano fatto non riuscivano ad interpretare cosa io avessi, ma sembrava qualcosa di molto preoccupante che non conoscendo bene la lingua non riuscivo a capire, a decifrare.

So solo che quando ho inviato quelle lastre in Italia, il medico italiano mi ha detto di prendere il primo aereo e tornare immediatamente.

Durante quel volo in aereo io ho iniziato a cercare di immaginare degli scenari, con il peggio in assoluto o con il meglio in assoluto.

"Se sto morendo, se ho una malattia importante, grave, terminale, che cosa cambio nella mia vita, che cosa faccio adesso?"

Questa la domanda e così è arrivata per la prima volta in modo consapevole la risposta autentica:

"Continuo a fare esattamente quello che sto facendo, con le stesse persone, non cambio niente”

Ho avuto un’esperienza in quel volo di pace profondissima; la sensazione come se tutto fosse veramente al suo posto.

La piena consapevolezza di fare esattamente quello che dovevo fare e che quello per cui vivo è quello per cui vivere e per cui morire.

Quella sensazione di pace ha dato un senso alla mia vita, il senso che avevo nelle mie mani aperte, di quel vivere e di quel morire.

Ho capito in quel momento che questa è la domanda chiave nel disegno consapevole della propria vita per capire se abbiamo davvero, se hai davvero iniziato a vivere oppure se devi fare qualcosa per iniziare a vivere.

Quindi ciò che fa la differenza nel disegno consapevole della propria vita è la propria attitudine, l’attitudine nei confronti della vita e della morte, l’attitudine nei confronti di quello che facciamo e se realmente ciò che facciamo, le persone con cui stiamo rispondono a delle esigenze profonde del nostro essere.


Questo è un punto chiave, quindi il primo punto da comprendere, su cui meditare, per poter disegnare consapevolmente la propria vita, è relativo all’attitudine che abbiamo nei confronti dell’esistenza e nei confronti di noi stessi.

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